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In aumento il rischio di mortalità a causa del cambiamento climatico. Lo dice uno studio di ENEA

da | 10 Giugno 2022 | Attualità

È uno scenario inquietante quello che emerge da uno studio di ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e che dovrebbe farci riflettere – se ancora ce ne fosse bisogno – sulla necessità di intervenire per ridurre la nostra impronta ambientale.

Cosa dice lo studio

Lo studio ha preso in considerazione le città di Roma e Milano per la loro popolosità e per le differenti condizioni climatiche, socioeconomiche e di inquinamento. Da un lato Roma presenta temperature più miti, un basso livello di umidità e alti livelli di ozono, dall’altro Milano è esposta a temperature più fredde, ha un tasso di umidità più alto e venti più moderati, insieme ad alti livelli di PM10.

Tutte condizioni, queste, che incidono sulla salute. L’esposizione ad alte e basse temperature causa stress, e quindi un aumento della mortalità, soprattutto nei soggetti più vulnerabili, ma ha anche altri effetti negativi sulla salute (per esempio, comporta un peggioramento delle patologie respiratorie e cardiovascolari). Per quanto concerne, invece, l’inquinamento dell’aria, è responsabile dell’aumento della mortalità del 50% dal 1990 al 2019 (dati OMS).

Ebbene, lo studio rileva che nei prossimi decenni (da qui al 2050) nella capitale si potrebbe raggiungere l’8% in più dei decessi nei mesi estivi rispetto agli anni precedenti, a causa della combinazione di alte temperature e livelli di ozono (che raggiunge il picco nei mesi estivi) superiori ai valori limite.

Nel capoluogo lombardo, invece, l’aumento della mortalità sarebbe dell’ordine del 6% e si manifesterebbe in inverno, in conseguenza di un clima più rigido e di maggiori concentrazioni di PM10.

Sono necessarie politiche più severe

Niente di nuovo sotto il cielo. Lo studio conferma quanto è già noto da tempo: servono politiche più rigorose per quanto concerne la qualità dell’aria e il contrasto al cambiamento climatico, nel tentativo di mantenere l’aumento della temperatura media sotto 1,5 °C entro il 2100: in questo modo, si potrebbero ridurre di 8 volte i decessi a Roma e di 1,4 volte a Milano.

L’attuale situazione politica a livello globale potrebbe essere il volano della svolta? O la necessità di trovare alternative immediate alla crisi energetica sposterà ancora di più l’ago della bilancia verso soluzioni non sostenibili?

Clicca qui per la notizia completa e i dettagli dei modelli di calcolo applicati.

Foto di JodyDellDavis

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