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Fare ordine in casa

da | 11 Novembre 2021 | Redazione

Abbiamo ormai salutato l’estate e ci stiamo avviando verso i mesi più freddi dell’anno: un cambio radicale per quanto riguarda l’abbigliamento. Perché non approfittarne per fare ordine?

L’ordine mette al bando l’accumulo

Spesso abbiamo la tendenza ad accumulare: acquistiamo nuovi prodotti di cui abbiamo bisogno, ma non accompagniamo questa azione con l’eliminazione di ciò che ormai è superfluo e non usiamo più. Un grande classico sono i vestiti. Chi non ha nell’armadio quel capo che “sicuramente tornerà di moda” fra qualche anno (anche se non lo è più stato, magari, negli ultimi 10 anni)? Per non parlare di quei pantaloni nei quali si riuscirà a rientrare dopo la dieta…

Perché accumuliamo?

Le motivazioni che ci spingono ad accumulare (e a non sbarazzarci di tanti oggetti) possono essere diverse: non ci accorgiamo nemmeno di ciò che possediamo perché abbiamo sepolto i nostri “vecchi” abiti sotto altri, impilandoli l’uno sull’altro, oppure li abbiamo “temporaneamente” messi altrove, durante una precedente fase di pulizia. O, ancora, il nostro sguardo è talmente abituato a volgersi in automatico verso quei capi che usiamo abitualmente che degli altri nemmeno si accorge.

Ma c’è anche dell’altro. Agli oggetti, poi, associamo spesso ricordi (incontri, esperienze ecc.), emozioni, oppure possono essere per noi dei portafortuna (e, allora, guai a disfarcene!). Quante motivazioni dietro una tendenza così comune…

Fare ordine in casa fa bene

Liberarsi del superfluo e organizzare bene gli spazi non è solo un’attività manuale di pulizia degli spazi. Anzi, è prima di tutto una sorta di intervento di “pulizia” interiore, un mettere a posto le idee, ristabilire le nostre priorità. Vi è mai capitato di sentirvi bene “dentro” dopo aver fatto ordine?

Come fare ordine in casa secondo Marie Kondo

Secondo il metodo KonMari, ideato da Marie Kondo, scrittrice giapponese guru del riordino, invece di procedere per ambienti, come si fa di solito, risulta più efficace lavorare per categorie: vestiti, libri, carte, per poi concludere con le “varie”. Si parte dalla sfera su cui è più semplice agire, quella degli indumenti, per arrivare alle varie, in cui confluisce tutto il resto, ricordi compresi (quelli su cui il lavoro sarà più impegnativo). Questa tecnica rappresenta quindi un punto di rottura rispetto agli schemi tradizionali e svincola dalla suddivisione delle stanze per intervenire in maniera orizzontale su tutti gli spazi di casa.

A livello pratico come si fa?

Si raccolgono in un unico posto gli oggetti di una determinata categoria e si inizia il vaglio, eliminando quelli inutili o inutilizzabili. Certo, di fronte alla scelta fra tenerli e buttarli non è sempre così facile prendere una decisione. Ed è qui che il metodo KonMari fornisce un aiuto, suggerendo di disfarsi di ciò che non procura gioia e non ci rende felici. E per farlo senza sensi di colpa, invita a ringraziare quell’oggetto per il servizio che ci ha reso.

Cosa fare di ciò che si scarta?

In un’ottica di economia circolare è preferibile dare una seconda chance agli oggetti che scartiamo: del resto, ciò che per noi non ha più alcun valore può significare molto, invece, per gli altri. È possibile rivolgersi a:

  • associazioni che raccolgono indumenti e oggetti per chi ne ha più bisogno;
  • mercatini;
  • siti internet, app e gruppi social per vendere (fatelo sempre in modo sicuro), regalare o scambiare.

Organizzare bene

Una volta che la cernita è stata fatta, si passa allo step successivo: dare una giusta collocazione agli oggetti. Riuscire a organizzare la loro distribuzione con un senso logico permetterà di trovarli facilmente: pertanto, è bene prendersi il tempo necessario per elaborare una sorta di mappa in cui incasellare ogni elemento.

Fatto questo, si procede con il disporre gli oggetti in verticale, così che siano ben visibili, evitando di impilarli l’uno sull’altro. È evidente che, se, per esempio, per i libri ci è facile pensare e attuare questa pratica, diventa un po’ più complicato per altre sfere, come quella dell’abbigliamento. Ma la guru giapponese ha messo a punto una tecnica per i vestiti: consiste nel piegarli in modo da formare una sorta di pacchetto. È un metodo impegnativo soprattutto all’inizio, ma basterà impratichirsi un po’ per ridurre i tempi.

Fare da soli, senza distrazioni

Un lavoro di questo tipo, per essere portato a termine, richiede tempo e concentrazione. Pertanto, sono bandite tutte le forme di distrazione: è meglio tenere spente radio, TV o qualsiasi altra forma di intrattenimento. Il riordino è anche un lavoro introspettivo a cui va dedicata tutta l’attenzione possibile.

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