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Alluvioni e violenti temporali: le emergenze climatiche e le decisioni politiche

29 Agosto 2023 | Dalla rivista

Editoriale del n. 3/2023 di Vivere La Casa in Campagna

Cari lettrici e lettori,

ci siamo lasciati nel precedente numero con l’alluvione che a maggio ha colpito l’Emilia-Romagna, un’alluvione determinata da una serie di concause, che ha mietuto vittime e provocato danni ingenti. Molti sono ancora gli sfollati nelle zone più colpite e intere aree agricole sono tuttora sommerse dal fango. Ma le emergenze non sono finite.

A luglio l’Italia si è trovata divisa in due: il Nord flagellato da violentissimi temporali, con chicchi di grandine grandi come palline da tennis e downburst, venti devastanti che scendono in maniera violenta da una nube temporalesca e poi si diffondono in ogni direzione non appena toccano il suolo; il Sud colpito da incendi (perlopiù dolosi), favoriti dalla siccità. A fronte di questi fatti quali le decisioni politiche?

In Italia il Governo, nei giorni in cui scriviamo, sta proponendo una modifica del PNRR che prevede la rinuncia a ben 14,8 miliardi che dovrebbero servire ad affrontare la crisi climatica (di questi quasi 1,3 erano dedicati al contrasto del rischio idrogeologico): tale rinuncia sarebbe determinata dalla convinzione di non riuscire a realizzare le opere entro la scadenza prevista (2026), con l’obiettivo però di adottare altri tipi di misure (la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato un piano nazionale di prevenzione idrogeologica).

A livello europeo, invece, l’11 luglio si è rischiato il rigetto della legge per il ripristino della natura, che si pone come obiettivo quello di rimediare ai danni inferti dall’uomo, in linea con il Green Deal europeo. Ma con 336 voti a favore il Parlamento Europeo ha portato a casa una vittoria che guarda al presente e al futuro: il ripristino degli ecosistemi, infatti, ha come finalità la lotta al cambiamento climatico, alla perdita della biodiversità e alla salvaguardia della sicurezza alimentare.

Il 27 luglio 97 scienziati, tra cui il premio Nobel Giorgio Parisi, hanno inviato una lettera aperta ai giornalisti esortandoli a parlare di più della crisi climatica e delle sue soluzioni e ad abbandonare il termine “maltempo”.

Secondo noi c’è un urgente bisogno di azioni e interventi condivisi che affrontino le emergenze attuali e future, di un’informazione seria, chiara e obiettiva, basata su evidenze scientifiche, scevra da interessi e opportunismi, che motivi ciascuno ad assumersi maggiori responsabilità: ne va della nostra sopravvivenza (non di quella del Pianeta).

Voi cosa ne pensate?

Nell’attesa di ricevere i vostri commenti, vi lasciamo alla lettura di questo numero a cui abbiamo lavorato nei mesi estivi e che ci auguriamo troviate ricco di informazioni e idee.

Foto di ©mashiki – stock.adobe.com

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